Questo albero lo dedico a te
Cappetta Donato, per tutti Natino
24/07/1932 - 29/08/2016
Donato, per tutti Natino, era uno di quei volti che non si dimenticano, uno di quelli che restano nel cuore. Nato a Gioi in una famiglia numerosa, con otto fratelli e due sorelle, la sua vita è stata un viaggio, come molti Gioiesi. Partì per la Germania in cerca di lavoro e poi si spostò in Svizzera, dove nel 1958 si sposò con Maria, compagna di una vita. Insieme hanno affrontato gioie e difficoltà, costruendo una famiglia piena d'amore. Nel 1961, dopo un incidente, decise di tornare a casa, nel suo amato paese, Gioi.
Dal loro legame sono nati i figli, che Natino ha amato profondamente, trasmettendo loro i valori della semplicità, del lavoro e del rispetto per le proprie radici.
Natino vive ancora qui, tra le radici di questo albero, nei rami che si piegano al vento come il suo passo lento e sicuro, accompagnato dal fedele bastone e l'amata coppola, da cui non si separava mai.
Lo vediamo ogni volta che i fiori sbocciano nel suo giardino, quando la terra dell'orto restituisce i frutti, nei mandarini che pendono dai rami della sua pianta preferita. Lo ritroviamo davanti al camino, seduto sulla sua poltrona, o sul divano dove il tempo si fermava nei racconti e nei sorrisi, testimone silenzioso di una presenza che il tempo non può cancellare.
Natino è qui, in una partita a briscola al bar del paese, tra una risata e una stretta di mano, nel gesto di un nonno che saluta i nipoti offrendo un gelato, con quel sorriso che sapeva scaldare l'anima.
In questo viale, tra i rami mossi dalla brezza, risuona il suo passo, leggero come un ricordo che non svanisce. Natino è la memoria che fiorisce ogni giorno, la radice profonda che lega la sua storia a quella del suo amato paese.
Chi passa di qui, si fermi un istante. Ascolti il vento tra le foglie, osservi la luce che filtra tra i rami. In quel silenzio, Natino sorride ancora. Lui vive qui, in ogni angolo del paese che tanto ha amato.
— I tuoi cari

